“Ascoltami”

“Ho sete” di te – “Tutto si compie”

Una bocca appena socchiusa, che ha esalato l’ultimo sospiro.
Quella bocca che ha tanto parlato, ora, dalla croce, dona lo Spirito perché anche in noi si compia la Parola e diventiamo Parola.
Contemplando con gli occhi del cuore il nostro meraviglioso crocifisso, in questa quaresima vogliamo riconoscere la Sua voce tra le tante voci del nostro vivere quotidiano e comprendere, prendere dentro di noi, il Suo Amore.

“Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre…”

Le tue ginocchia, Gesù, ci parlano delle tue innumerevoli cadute sotto il peso della Croce. Sono ginocchia tumefatte, gonfie, irrorate di sangue… ginocchia che hanno conosciuto la durezza del suolo, ma ancor di più l’indifferenza di chi ti passava accanto.
Le tue ginocchia hanno camminato sulla strada quando il tuo corpo esausto non ce la faceva più a reggersi in piedi… ginocchia che sono pronte per passare da questo mondo al Padre perché ci narrano la forza di un Amore che non si ferma…

“…avendo amato i suoi che erano nel mondo…”

La tua bocca, Gesù, vista da questa angolazione, ci sorride…
Come ti è possibile questo sorriso? Cosa mai ti ha dato la forza di sorridere in questa atroce sofferenza, contornata dall’ingrato abbandono dei tuoi amici e portatrice di fallimento…? Solo l’Amore. Avendo amato i tuoi che erano nel mondo: è l’Amore che hai donato a piene mani, quelle stesse mani che adesso sono bucate dai chiodi, trasformandosi da ferite di tenebre e morte in feritoie di luce e vita. Ci sorridi, Signore della vita e della storia, anche dalla Croce e ci disarmi, buttando all’aria le nostre presunzioni e autosufficienze e, come mendicante di gioia,
ci saluti col tuo sorriso…

“..li amò fino alla fine”

Il tuo costato aperto dalla lancia, Gesù, ci appare quasi identico al tuo sorriso… se provassimo a sovrapporli forse arriverebbero a coincidere…
Ma al di là degli effetti ottici che può suscitare il contemplare questa trasfissione, noi ci vediamo dentro il tuo amore, il solo che giunge fino alla fine. Il tuo costato aperto ci parla di una fine che non è solamente “temporale”, vale a dire che ci hai amato fino all’ultimo dei tuoi giorni, ma ci attesta un amore che è arrivato alla fine, nel senso che oltre non poteva andare… perché proprio non ci potevi amare di più. Per questo solo l’amore è credibile.

“Anche noi in questa quaresima”

come ci invita il vescovo, “vogliamo lasciarci incontrare dall’amore quotidiano e ordinario, l’unico capace di allenare lo sguardo e riconoscere nel crocifisso, il Signore, nella Croce, l’amore che muore perchè possa vivere davvero”.

Buona quaresima

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