Parola del Parroco

”E fu la luce”
“Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce”
(Is 9,1)

IL POPOLO…

C’è sempre un popolo nella Scrittura… c’è sempre un noi che ci supera e ci avvolge. Mai definitivamente e perdutamente soli, ma sempre membri, sempre uno di… appartenenti a…

E già questa è buona notizia: “Non è bene che l’uomo sia solo” (Gen 2,18) aveva detto il Creatore sin dagli inizi ed ecco realizzato il disegno. Noi siamo popolo, ma come se questo non bastasse, siamo “il” popolo! Non siamo un popolo qualsiasi, uno dei tanti presenti sulla faccia della terra, un popolo tra altri popoli, ma siamo “il” popolo, perché scelti ed amati da Dio, popolo eletto, popolo dell’Alleanza, popolo inviato ad annunciare il più grande paradosso che orecchio umano mai udì prima d’ora nella storia: Dio si è fatto carne.

CHE CAMMINAVA…

Che bello questo verbo all’imperfetto… indica una continuità, un incessante movimento, quasi un modo di essere, uno stile di vita. Ben a ragione dicevano gli antichi: “Il popolo chiamato da Dio non conosce soste, né pause di sorta”; quasi a voler rispondere all’invito forte di JHWH, invito di un Padre messo sulla bocca del profeta che annuncia ai suoi figli: “Camminate sempre sulla strada che vi prescriverò, perché siate felici” (Ger 7,23). Del resto anche il Maestro dirà di sè stesso: “Il Figlio dell’Uomo non ha dove posare il capo” (Lc 9,58). E come dimenticare l’Apostolo delle genti che esorta a camminare “secondo lo spirito” (Gal 5,16), “nella carità” (Ef 5,2) e“nel Signore Gesù Cristo” (Col 2,6).

Come a dire che la vocazione del popolo è di camminare e non fermarsi, perché la sequela richiede di andare, di partire, anche con andature diverse, sì, ma pur sempre di camminare.

NELLE TENEBRE…

Paradossalmente anche questa è una bella notizia. Camminare avvolti nelle tenebre è comunque segno di coraggio, di audacia, di forza… Solitamente, infatti, quando uno si trova al buio e non sa dove andare perché non vede più nulla, come prima reazione, gli viene di fermarsi, di attendere, di non muoversi più, per evitare altri pericoli. Invece questo popolo cammina, continua a camminare anche se nelle tenebre. Non può essere certamente solo un coraggio umano a muovere quei passi… perché solo la certezza che qualcosa sta per cambiare, che una cosa inaudita sta per avvenire… può spingere il popolo a camminare nel buio. Altrimenti non avrebbe senso, sarebbe pura follia…

Ed è importante pensare che queste tenebre stanno a simboleggiare realtà ben più profonde di semplici blackout improvvisi… si tratta delle tenebre dei nostri peccati, dei nostri fallimenti, delle nostre paure, delle nostre sofferenze e solitudini, dei nostri dolori talora così incomprensibili! E penso alla voce ancora flebile del nonno di un bambino di 4 anni il quale, dopo aver saputo che a questo suo adorato nipotino era stato riscontrato un tumore maligno dei più aggressivi, lui, nonno sempre dichiaratosi ateo, arriva a dire: “Io non ho mai creduto che esista Dio; ma di fronte a questo dolore innocente inizio a pensare che deve pur esserci un dio che mi dovrà spiegare il perché di tanta sofferenza…”.

È un dolore gridato, sì, forse anche arrabbiato, perché un dolore immerso nella notte di una condanna a morte annunciata troppo presto… ma è pur sempre un dolore che si apre, un dolore che, nelle tenebre, cammina…

VIDE UNA GRANDE LUCE

Ed ecco la meraviglia: la luce viene, sì, ha lei l’iniziativa… è lei la signora della storia. Ma se la luce fosse arrivata di giorno chi mai l’avrebbe vista? Se la luce fosse giunta nel pieno sole di mezzogiorno, chi mai se ne sarebbe accorto? Può forse vedersi una grande luce se già tutto attorno a noi è luce?

O felice colpa, cantiamo nel preconio pasquale… sì, O felix culpa… perché solo le tenebre consentono di vedere la luce, solo chi è consapevole di stare nel buio della sua fragilità, della sua miseria, della sua infedeltà, del suo peccato… potrà vedere la luce.

E allora nasce la gioia profonda di un cuore abitato dalla pace perché ancora oggi, come ieri, nelle nostre tenebre, continua a venire “la luce vera, quella che illumina ogni uomo” (Gv 1,9)

Con l’augurio di accogliere “la Luce vera” nella nostra vita,

Buon Natale a tutti.

Don Mauro

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