Mercoledì 6 novembre 2019, a Stezzano, presso la sede di ECOSVILUPPO, si è riunito il Consiglio Pastorale Territoriale, convocato dal Vicario Territoriale don Alberto Caravina.

All’incontro erano presenti numerosi consiglieri laici, i coordinatori delle Terre Esistenziali e il Vice Moderatore della Fraternità presbiterale.

Dopo la preghiera iniziale e l’introduzione da parte della segretaria con la presentazione del Consiglio della CET e delle motivazioni alla base della serata, viene lasciata la parola al dott. Guerini presidente di Ecosviluppo. Di seguito la sintesi del suo intervento.

Il 1° maggio 2017 il Vescovo ha celebrato la S. Messa dei lavoratori in questa sede. Aderiamo a Confcooperative e alla diocesi di Bergamo, peraltro c’è una lunga storia della Dottrina Sociale della Chiesa cattolica con le cooperative. Ecosviluppo nasce nel 1995 come cooperativa sociale di inserimento lavorativo, da esperienze di volontariato (Mani Amiche di Stezzano) insieme a coop. Servire e coop. Migrantes, con l’obiettivo di favorire l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate (siamo stati pionieri), attraverso l’attività della raccolta differenziata. Nel percorso la cooperativa si è via via strutturata: ora dà lavoro stabile a 220 persone, 70 delle quali svantaggiate o con disabilità o con dipendenza da sostanze in uscita dal trattamento o con patologie psichiatriche o in uscita dal carcere o con misure alternative alla detenzione. Per scelta c’è un forte legame col territorio e solo 2 appalti extraprovinciali (a Milano e Como). Siamo riusciti a diventare impresa competente e competitiva nel settore dei rifiuti, ove ci sono aziende molto grosse a livello nazionale; non abbiamo avuto problemi con la criminalità organizzata anche perché scegliamo partner che diano garanzie. Il volume d’affari è di 10 milioni di euro e si sta stabilizzando; nel 2008 era di 3 milioni con 70 lavoratori. Non abbiamo mire espansionistiche e ci interroghiamo, stimolati anche da richieste esterne: in un capannone abbiamo aperto il settore selezione plastica per occupare persone (16) che non possono andare sulla strada (es. con disabilità) e donne per cui il lavoro è troppo faticoso; è una lavorazione che non dà margine di guadagno e il lavoro è poco soddisfacente, ma è al chiuso, controllato, non richiede molte competenze e soprattutto fa lavorare persone con difficoltà. Altro settore, con uno staff, fa interventi di educazione ambientale nelle scuole; poi c’è l’attività di promozione (es. mostra “Scarti” esposta a S. Paolo d’Argon a settembre, mese del creato, ora a Stezzano). Come coop. sociale l’obiettivo è la mutualità, quindi ad es. con volontari facciamo corsi di alfabetizzazione ai lavoratori stranieri. I soci sono 60 tra volontari, associazioni o cooperative e soci lavoratori, e chi diventa socio deve maturare la scelta. C’è una Commissione Sociale per cogliere alcune suggestioni del territorio: con UILDM, coop. L’Impronta, coop. Pugno Aperto, coop. Ruah, coop. Biplano della Battaina, il Porto di Sarnico si sono trovate sintonie e collaborazioni, e si condivide il Bilancio Sociale. Le persone che si sono sentite rifiutate ed escluse hanno la possibilità di venire riconosciute e valorizzate: c’è chi ha compiti di responsabilità e 20 anni fa dormiva sulle panchine o aveva commesso reati importanti. Abbiamo avuto delusioni e anche soddisfazioni: alla festa con i figli dei lavoratori, una bambina ha disegnato “il mio papà lavora per fare il mondo più bello e pulito”; in 24 anni abbiamo fatto rientrare nel mondo del lavoro 500 persone; a Bg siamo la coop. di inserimento sociale più grossa. Per i lavoratori è una occasione di “vita bella”, come dice il Vescovo. Non mancano fatiche e complicazioni e c’è chi vive da operaio e basta, ma tanti sono contenti di lavorare qui. Sono persone con bassa scolarizzazione e con diversi di loro servono particolari approcci relazionali. Abbiamo in atto welfare aziendale (20.000 euro annui per acquisto libri o buoni scolastici/natalità per i figli dei lavoratori), educazione alimentare con fornitura di frutta fresca, sostegno ad attività di altre agenzie in Camerun e Senegal. Abbiamo 100 automezzi e una politica di investimento e rinnovo mezzi con basso impatto ambientale. Accantoniamo risorse per il patrimonio sociale e questo dimostra che è possibile fare impresa con persone svantaggiate, pagando il giusto e generando ricchezza che è patrimonio comune.

Dalle domande dei presenti emergono alcuni approfondimenti:

I lavoratori svantaggiati sono accompagnati da 2 educatori che ricevono le richieste delle Assistenti Sociali, incontrano la persona, preparano il percorso di inserimento, la affiancano ad altri lavoratori e tengono monitorato, relazionando i servizi invianti e le reti di riferimento. C’è una prospettiva di cura delle relazioni anche da parte dei dirigenti e nelle Assemblee annuali con i soci cerchiamo di trasmettere queste attenzioni e i nostri obiettivi, ma c’è anche chi vuol fare il suo lavoro e basta.

La legge permette alle aziende una convenzione con noi per il lavoro a persone svantaggiate. È vero che ci sono benefici fiscali con i lavoratori svantaggiati, ma valutando complessivamente tutto alla fine ci sono risparmi per la Pubblica amministrazione. La persona svantaggiata contribuisce a valorizzare questa azienda mentre prima era vista come una disgrazia.

Ci sono turni e orari diversi e l’attività generale dell’azienda ruota quasi sulle 24 ore. Il contratto di lavoro è per tutti, ma con distinzioni: es. per un detenuto cessa quando termina la sua pena; poi facilitiamo l’inserimento in altre aziende. Il passaggio dalla nostra coop. a aziende esterne è diversificato: si costruisce col servizio inviante, si prepara per tempo, si relaziona con l’Agenzia Lombarda per il lavoro che ha rapporti con altre agenzie. La presenza media è quindi diversificata. I tirocini da noi sono pochi e solo se come base per il lavoro.

In tema della cittadinanza, non abbiamo una funzione specifica, parliamo di “Impresa abitante” con lo strumento della cooperazione. Abbiamo soci immigrati anche se non hanno la cittadinanza italiana; cerchiamo di veicolare alcuni messaggi, es. pari opportunità e diritti delle donne. Dare lavoro già dà cittadinanza.

Rispetto la consapevolezza dei dipendenti su quanto offerto e il rapporto con noi, le relazioni sono complesse: è un lavoro pesante e non è la 1° scelta, rimane la “puzza” addosso, in alcuni casi è l’unico lavoro trovato, e si fatica a trovare persone disponibili. Molti lo vedono solo come un lavoro e se la prendono con i “capi”; molti vanno via perché altrove fanno straordinari, mentre da noi non si fanno straordinari per far lavorare più persone.

Festa, riposo e non solo lavoro: non siamo un ente religioso e ci sono persone appartenenti a religioni diverse. Abbiamo inaugurato il capannone con l’Imam oltre che con il Parroco, c’è stata la Messa col Vescovo. Come attività sociali, organizziamo alcune iniziative fuori dal lavoro, assemblee con cena, cucinare insieme, pranzo con tutti i lavoratori. Alcuni turni si fanno la domenica, ma in generale non si è mai posto il problema del lavoro festivo. La notte di capodanno abbiamo fatto la raccolta nel comune di Como con volontari.

Al termine il dott. Guerini consegna copia del Bilancio Sociale 2018 e depliant della mostra “Scarti” e invita a visitare il sito di Ecosviluppo.

 

Il Vicario Territoriale ringrazia il dott. Guerini perché ci ha permesso di cogliere “la bellezza di un lavoro sporco come questo”, ha messo in evidenza come insieme si possono creare le condizioni perché alcune fragilità possono sentire risignificata la propria dignità, e con senso di realtà, dove c’è anche fatica e sudore, ma dove il Vangelo sterilizza la fatica. Il Vangelo non è da idealizzare, ma è incarnato.

La segretaria ricorda che nelle prossime settimane i coordinatori incontreranno i gruppi delle Terre Esistenziali per la ripresa dell’incontro odierno secondo il proprio ambito specifico.

L’incontro si conclude con il Consiglio che ringrazia di nuovo il dott. Guerini per la disponibilità e l’interesse e l’attenzione suscitati.

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